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Dietro alla svolta cattodiessina di Fassino c’è il Pd ma anche uno spin doctor

• da Il Foglio del 15 dicembre 2006, pag. II

di Massimiliano Lenzi

 

Contrario a "concedere il diritto di adozione alle coppie omosessuali"; "non favorevole all'eutanasia". Queste due dichiarazioni pronunciate ieri da Piero Fassino, segretario ds, durante la registra­zione della trasmissione Telecamere, fan­no capire che in lui qualcosa è cambiato.

 

A scorrere il suo intervento al Consiglio nazionale Ds di due giorni fa, poi, ci si ac­corge che il segretario ha messo da parte i numeri (sulla Finanziaria, sui sondaggi, sul consenso) e ha deciso di puntare alla so­stanza, aprendo all'interno dei Ds la di­scussione sul fattore cattolico, anche in vi­sta del Partito democratico che verrà: "Una questione aperta è quella della lai­cità dinanzi all'emergere di nuove que­stioni antropologiche - ha detto Fassino al Consiglio - dobbiamo scegliere quale me­todo adottare: possiamo rispondere in ter­mini identitari, facendo anche di dramma­tici e inediti dilemmi - quali la dura soffe­renza di Piergiorgio Welby - l'ennesima oc­casione per dividerci in modo ideologico. Oppure possiamo - e a mio modo di vedere dobbiamo - trovare il coraggio di ascoltare e comprendere le ragioni dei diversi approcci e cercare, insieme, soluzioni condivise".

 

"La laicità - avverte Fassino - non è un'ideologia, una visione compattamente alternativa a una visione religiosa. Né la laicità è il rifugio di una presunta e illusoria neutralità in uno spazio asettico". Parole chiare. Anna Serafini, senatrice Ds e moglie di Piero, la pensa allo stesso mo­do. "Dai cattolici - dice - ho imparato mol­to e rivendico nel dialogo con loro un ap­proccio pragmatico. Abbiamo soltanto un'alternativa: parlare, confrontarci, me­diare. Altrimenti, abbiamo già esperienze alle spalle: il referendum sulla feconda­zione assistita. Non possiamo correre il ri­schio di fare quella fine".

 

Marco Marturano, spin doctor della GM&P (ndr, Game Managers & Partners) e consulente politico di Fassino, prova a spiegare al Foglio il passaggio sulla lai­cità nel discorso del segretario Ds. "Da un Iato - dice - c'è la contingenza politica. Piero lancia un punto per una mediazio­ne con i cattolici. Prodi, per cultura e for­mazione, non potrebbe dire le stesse cose allo stesso modo. La posizione di Fassino, poi, da una linea da seguire, sui temi del­la famiglia, della vita e della morte, ai Ds. In una parte di questo discorso può esser­ci, sarebbe naturale, una certa continuità con la sensibilità del Pci sui temi della morale, ma c'è soprattutto il rispetto e là dovuta attenzione a una parte consistente del nostro paese che, rispetto ai temi eti­ci e ai valori, è 'conservatrice'. Fassino of­fre una disponibilità alla mediazione con le componenti cattoliche anche in vista del futuuro Partito democratico.

 

"Dal punto di vista della comunicazione politica classica, in questa fase - nota Mar­turano - in cui la Finanziaria è andata e il Partito democratico sembra in stallo, Fassi­no ha scelto di fare il player sino in fondo. Nei suoi ultimi interventi non ha fatto man­care un'autocritica sul governo, ha chiesto più volte di ricalibrare l'azione dell'esecuti­vo davanti al paese con una maggiore spinta riformista. Queste novità partono dal fatto che Piero ha deciso di far pesare sino alla fi­ne la propria leadership nella genesi di un partito unico del centrosinistra. In fondo questo è il suo compito, per farlo bene lo hanno anche lasciato fuori dal governo". Certo, nota Marturano, il momento per lui è particolarmente felice: "Le altre leadership sono in crisi perlomeno di appeal. Romano Prodi aveva i suoi punti di forza nell'equili­brio e nella mediazione, la sua comunica­zione puntava sulla razionalità dei numeri. Scegliendo di giocare la carta del professore, però, si rischiano gli effetti collaterali le­gati ai difetti della categoria: innanzitutto l'arroganza e la distanza". Come ripeteva al­le proprie attrici, con un certo sadismo, il re­gista francese Roger Vadim: "Ci sono regole per recitare bene la propria parte ma ce n'è una per essere Brigitte Bardot".



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