La prima grana per il nuovo segretario generale dell'Orni Ban Ki-moon, a parte il dibatÂtito sulla moratoria della peÂna di morte, viene dal passaÂto: è l'accusa di abusi sessuali commessi dai caschi blu in Sudan. Sono denunce preceÂdenti al suo mandato, che il Palazzo di Vetro ha promesso di investigare, ma potrebbero deragliare i tentativi del diploÂmatico coreano di inviare una forza di pace in Darfur.
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La notizia è stata pubblicaÂta dal Daily Telegraph, che ha scritto di aver visto un rapÂporto preliminare dell'Unicef. Secondo il documento alÂcuni peacekeeper schierati nella regione di Juba avrebÂbero abusato di bambini e bambine fino a 12 anni d'età . Il giornale ne ha intervistati alcuÂni, che hanno confermato. «Un uomo alla guida di un'auto bianca - ha raccontato Jonas, 14 anni - mi ha chiesto se voleÂvo salire. Era dell'Orni, ho ricoÂnosciuto le lettere bianche e nere dipinte sull'auto. Quando siamo scesi mi ha bendato e violentato. Poi, siamo tornati indietro e mi ha cacciato dalla macchina. Da allora torno spesÂso lì, sperando che qualcuno mi prenda per fare lo stesso servizio a pagamento».
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Nel Sudan meridionale ci soÂno circa 11 mila caschi blu della missione Unmis, schierati per aiutare la ricostruzione. Il reÂsponsabile regionale, l'inglese James Ellery, rifiuta le accuse: «Abbiamo condotto un'inchieÂsta, nessuna denuncia è stata provata. Questo è un Paese molto arretrato: ci sono parecÂchie incomprensioni, le voci si diffondono velocemente». ElleÂry ha detto che tutti i membri della missione sanno che i rapÂporti sessuali con la popolazioÂne locale sono vietati, però ha aggiunto: «Nelle forze dell'Onu sono presenti soldati di tanti Paesi, c'è sempre qualche mela marcia».
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L'assistente segretario geÂnerale Jane Holl Lute, veteraÂna dell'esercito americano che supervisiona le operazioni di pace, ha promesso un'inchieÂsta: «Nelle denunce potrebbe esserci della verità . Questi soÂno ambienti molto difficili. Non credo che si tratti di accuse nuove, ma le tratteremo con la stessa serietà di tutte le altre. Accerteremo i fatti e prenderemo le misure necessarie».
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Denunce di questo genere sono già state fatte in passato. Le più gravi vennero presentaÂte contro i caschi blu in Congo: da allora il Palazzo di Vetro ha adottato rimedi severi. Dal genÂnaio 2004 al novembre scorso l'Onu ha condotto indagini conÂtro 319 soldati e funzionari civiÂli, punendone 179.
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Il problema si ripete perché spesso i peacekeeper vengono da Paesi poveri, attirati dai compensi della missione, e non ricevono una preparazione adatta. L'ex segretario Annan aveva già cercato di adottare una politica più rigida, ora queÂsta nuova denuncia rappresenÂta il primo banco di prova per Ban.
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L'accusa del Telegraph sembra fatta apposta per deraÂgliare l'invio di una forza di paÂce da 20 mila uomini nel DarÂfur, che il Consiglio di SicurezÂza ha già approvato. I caschi blu non sono ancora partiti perÂché il governo locale si oppone, e Khartum ha già dichiarato che la vicenda «ha avuto un efÂfetto negativo sull'idea della missione Onu». A fine gennaio Ban incontrerà il presidente al Bashir per sbloccare la crisi, ma prima dovrà dimostrare seÂrietà e determinazione nel gestire le accuse di abusi ai caÂschi blu.
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