Costi della politica. O meglio costi del Consiglio comunale. Se n'è parlato ieri in Sala Rossa, a soltanto 48 ore dall'aut aut lanciato dal vicesindaco Tom Dealessandri: «Dal momento che stiamo tutti tirando la cinghia è ora che anche i consiglieri si diano una bella calmata». Qualcosa in più di un appello, che ha fatto la felicità dell'assessore al Bilancio Gianguido Passoni, da mesi impegnato in una stressante operazione di tagli per far quadrare le finanze di Palazzo Civico.
Ieri, gli effetti di questa lavata di capo sono approdati in Consiglio comunale. Anche perché all'ordine del giorno c'era proprio una delibera sull'argomento che chiedeva di far lievitare da due a tre il numero massimo di commissioni che un consigliere può seguire al giorno. Un modo per guadagnare più soldi quotidianamente e far spendere di più al Comune, che, secondo l'assessore al Bilancio Passoni, si ritrova poi a dover pagare un bel po' di costi indiretti (le ore di permesso se il consigliere lavora).
Secondo i consiglieri, al contrario, è un modo «per far funzionare al meglio l'attività amministrativa». Il provvedimento, insomma, è stato giustificato con l'esigenza di compensare gli impegni istituzionali dei consiglieri, incrementati dopo la costituzione di 3 commissioni speciali (Statuto, Postolimpica e Italia 150) che si sono aggiunte alle 8 commissioni consiliari permanenti.
E a conferma del loro pensiero, al termine della discussione i consiglieri comunali hanno approvato all'unanimità la delibera che gli consentirà appunto di cumulare, nell'ambito della stessa giornata, fino a 3 gettoni di presenza per la partecipazione alle sedute del Consiglio, alla Conferenza dei capigruppo e alle commissioni. Il gettone, per ciascuna riunione, ammonta a 120,85 euro e in un mese, in base a quanto stabilito dalla legge, non è possibile superare il tetto di 26, per un importo che dev'essere non superiore ad un terzo dell'indennità prevista per il sindaco (3.142 euro lordi).
La seduta, però, si è risolta in un coro d'accuse all'indirizzo della giunta, rappresentata dall'assessore Borgogno, responsabile, per esempio, della gestione dei cellulari di Palazzo civico. «E' un'assurdità - è sbottato Gavino Olmeo dell'Ulivo -, ve lo dico da ex assessore: si sprecano molti più soldi in giunta che non in Consiglio...».
Dello stesso avviso anche il collega Gaetano Porcino: «Perché non tolgono il telefonino agli staffisti? E perché gli assessori non lasciano l'auto blu in garage?». Anche secondo un altro consigliere di maggioranza, Cuntrò, si tratta di una polemica pretestuosa: «Noi possiamo guadagnare al massimo un terzo di quello che porta a casa il sindaco. Quindi la faccenda dell'accorpamento delle commissioni non ci serve per arrotondare ma per consentire a tutti di seguire meglio i lavori». Ma che dire del fatto che molti arrivano in commissione, firmano, e poi se ne vanno? Passoni è indignato anche da questo, e arriva a chiedere di istituire l'obbligo della doppia firma: all'inizio e alla fine dei lavori. E aggiunge: «Voglio poi vedere quanti di questi signori dopo essere arrivati al tetto massimo continuano a venire in commissione».