Che cosa c'è in comune tra Blair, Zapatero e Lula? Su alcune cose molto poÂco. Il premier inglese Tony Blair ad esemÂpio è un alleato del presidente americano George W. Bush nella guerra al terrorismo; Zapatero la prima cosa che ha fatto da preÂmier è stata di levare le truppe dall'Iraq; e Lula è uno che cerca di essere amico conÂtemporaneamente di Bush e di Chavez, facendo poi alla fine soprattutto di testa sua. Diversità anche sulla chiesa: nella cattoliÂca Spagna Zapatero un giorno la fa arrabÂbiare e l'altro pure; nella protestante InÂghilterra Blair è il primo premier che freÂquenta invece la messa cattolica per tenere compagnia a moglie e figli che sono di quella fede, prendendo pure la comunioÂne; e Lula ostenta amicizia con il cardinaÂle Hummes, ma poi fa ministro qualche pentecostale che la chiesa accusa di favoÂrire i missionari protestanti in Amazzonia. Ma tutti e tre, pur facendo riferimento a una sinistra rispettivamente "laburista", "operaia" e "dei lavoratori", in economia razzolano poi in tutt'altro senso. "Il programma di una sinistra moderna passa per un'economia ben governata con avanzi dei conti pubblici, imposte moderate e un setÂtore pubblico limitato": è una frase di ZaÂpatero senz'altro sottoscrivibile sia da Blair, il fautore della Terza via, sia da LuÂla, che ha voluto un miliardario come viceÂpresidente. Tutti e tre sono una sinistra che vince: particolare non di poco conto, dopo il botto di Ségolène Rovai in Francia. E tutti e tre, sempre con riferimento alla Royal, sono poi una sinistra che nel campo dell'ordine pubblico è sarkoziana.
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"Società senza pregiudizi, ma con regole"
Anche qui, la citazione di Zapatero in campagna elettorale è d'obbligo: "La sicuÂrezza in uno stato democratico dev'essere per tutti, non solo per coloro che se la posÂsono pagare". Blair l'ha messa in questi terÂmini: "Io credo che la gente voglia una soÂcietà senza pregiudizi ma con regole - reÂgole che siano certe, regole che ci regolino tutti, e regole infrangere le quali comporti una sanzione". E Lula: "Dobbiamo combatÂtere la delinquenza con molta fermezza e con molta durezza, pur cercando di fare atÂtenzione a non commettere ingiustizie". A differenza di Zapatero Lula pensa inoltre che la prevenzione inizia da casa: "Che ogni padre e madre si responsabilizzino dell'educazione dei propri figli, se non voÂgliono che i ragazzi divengano delinquenti e le femmine prostitute". E su ciò concorda Blair, il cui governo ha deciso di consideÂrare la delinquenza degli under 16 una priorità , dopo che nel 2003 un adolescente su quattro aveva violato la legge. Dal 2004 la polizia ha iniziato a imporre il coprifuoÂco dei minorenni nelle zone più a rischio: anche al centro di Londra dal luglio di quell'anno, dopo le 21 e per ragazzi non acÂcompagnati. Nel 2005 la facoltà di imporre analoghi provvedimenti restrittivi è stata estesa a enti locali e scuole. Sia gli inseÂgnanti sia gli assistenti sociali sono stati inÂvitati a non attendere la prima infrazione per intervenire, ma a segnalare tempestiÂvamente i ragazzini più indisciplinati priÂma ancora che possano arrivare a commetÂtere reati o a essere espulsi dagli istituti scolastici. E le sanzioni sono state riservaÂte pure ai genitori, eventualmente condanÂnabili anche loro a "corsi di recupero": con la differenza che i figli devono imparare coÂme comportarsi, gli adulti come educare. Dopo la diffida viene la multa, e dopo anÂcora addirittura il carcere. Il tutto nell'amÂbito di un "piano quinquennale" che il governo Blair ha lanciato per riaffermare "il rispetto della legge". Attaccando frontalÂmente la cultura libertaria degli anni SesÂsanta, da lui accusate di aver creato una geÂnerazione di giovani cresciuti "senza disciÂplina e senso di responsabilità ". Tra i comÂportamenti "antisociali" che sono stati sanÂzionati, anche fare rumore di sera, chiedeÂre soldi per strada e marinare la scuola. Ma i giovani non sono stati gli unici oggetti delÂle oltre 40 leggi sull'ordine pubblico che il governo Blair ha varato. La popolazione carceraria è cresciuta di oltre 15 mila unità , fino a oltrepassare la cifra di 80 miÂla. Di questi i 3.000 minorenni sono oltre il doppio rispetto a un decennio fa.
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Gli attacchi ad Aznar
Quanto a Zapatero, gli attentati di MaÂdrid e i matrimoni gay hanno poi messo in risalto soprattutto il lato pacifista e antiÂclericale della sua proposta politica. Ma in realtà in campagna elettorale una delle sue principali critiche al governo Aznar era stata proprio sull'ordine pubblico. "Siamo nel momento della storia di Spagna in cui c'è più criminalità e meno polizia, e dove i vigilantes privati sono oltre il doppio in nuÂmero rispetto ai corpi di sicurezza dello stato". "Ci sono regioni, come Madrid e VaÂlentia, che hanno un incremento enorme dell'insicurezza cittadina; qui a Madrid ci sono cinquanta aggressioni al giorno e, nelÂl'ultimo anno, cento vittime di omicidi vioÂlenti a Valencia e Madrid, due regioni dove tutti i governi sono del Partito popolare". Conclusione: "Al Psoe preoccupa molto la sua incompetenza in questa materia. Signor Aznar, lei ha fallito in questa politica di siÂcurezza cittadina e, per questo, le chiedo che ascolti e dibatta le proposte del Psoe affinchè più spagnoli ogni giorno si sentano sicuri". Che ha fatto poi al governo? La Guzzanti in "Viva Zapatero" non risulta averne parlato, ma il premier spagnolo vanta oggi "un tasSo di criminalità tra i più bassi d'EuÂropa". "Il tasso di infrazione per ogni 1.000 abitanti si è ridotto fino al 49,3 per cento. La criminalità giovanile si è ridotta di un 5,2 per cento, gli omicidi di un 3,6 per cenÂto e i delitti contro il patrimonio di un 3,2". Per raggiungere questo risultato Zapatero ha creato nuove procure, compresa una procura antimafia in Costa de Levante e Costa del Sol. Ha modificato il Codice peÂnale. Ha promesso di aumentare gli effettiÂvi di Polizia e Guardia civile di 36 mila unità entro fine legislatura. Ha proposto un centro di intelligence anticriminalità orgaÂnizzata e nuovi Gruppi di risposta speciale contro il crimine organizzato. Per l'immiÂgrazione clandestina è invece stato accusaÂto di mollezza: sia in patria sia all'estero. Ma lui ricorda che si è comunque ridotto l'arrivo di clandestini via mare. E a Ceuta e Melilla ha innalzato le barriere a protezioÂne alle due enclave, mandando anche l'eÂsercito a fronteggiare i clandestini.
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In Brasile invece pochi risultati positivi possono essere vantati, a proposito di una situazione dell'ordine pubblico gravissiÂma. Ma poiché gran parte delle competenÂze in materia nel locale sistema federale sono degli stati, Lula ha avuto buon gioco a scaricare gran parte delle colpe su goÂvernatori in gran parte appartenenti alÂl'opposizione. Tuttavia, per quanto era di sua competenza ha agito senza tentennaÂmenti. Apposta per venire incontro alle continue domande di soccorso dei governi locali nel 2004 ha creato un corpo federaÂle denominato Forza nazionale di sicurezÂza pubblica: 7.000 tra poliziotti e pompieri distaccati dalle unità d'elite dei singoli stati, e che servono da task force d'urto in caso di emergenza. Ma quando anche queÂsta riserva non basta Lula non ha mai esiÂtato a mandare ripetutamente l'esercito e la fanteria di marina in strada sia a San Paolo sia a Rio de Janeiro, nei momenti in cui i cartelli dei narcos scatenavano le loÂro offensive per intimidire le autorità carÂcerarie. Addirittura, fino a schierare i carÂri armati attorno alle favelas. Allo stesso modo da marzo Lula ha pure avviato a sua volta la costruzione di un Muro di sicurezÂza in acciaio, cemento e filo spinato ai conÂfini con il Paraguay: 1,5 chilometri di lunÂghezza per tre metri di altezza in perpenÂdicolare al Paranà . Obiettivo ufficiale delÂl'opera, a regime da luglio, la lotta a un contrabbando con cifre da capogiro: 77 milioni di dollari di mercé sequestrata nel 2006,6 milioni nei soli primi due mesi del 2007. Ma si pensa in realtà anche ai clanÂdestini e ai nuclei di sciiti libanesi numeÂrosi in quella zona: certamente in contatto con Hezbollah e con sospetti di attrazione verso al Qaida.
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Più in generale, comunque, in questo momento Lula sta preparando un piano nazionale di sicurezza che sarà annunciaÂto il 31 maggio e che comincia dal miglioÂramento dei salari dei 390 mila poliziotti militari e dei 116 mila poliziotti civili, atÂtraverso un fondo cui dovranno apportare risorse tanto il governo federale quanto gli stati. Inoltre si daranno abitazioni a loro e alle loro famiglie. Ma naturalmente anche Lula pensa a rendere più dure le pene. Non avendo però maggioranza in CongresÂso, non gli è riuscito di abbassare dai 18 ai 16 anni l'età minima in cui un adolescente può essere giudicato e condannato.
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Anche il Messico ha avuto il suo Giuliani
Poco noto in Italia è che anche il leader della sinistra messicana sconfitto di un'inÂcollatura alle ultime elezioni, Andrés Ma-nuel Lopez Obrador, da sindaco di Città del Messico aveva cercato di accreditarsi con metodi alla Rudolph Giuliani di "tolleranÂza zero". Anzi, Giuliani lo aveva addirittuÂra assunto come consulente, pagandolo 4,3 milioni, e procurandosi per ciò i robusti insulti del giornale di sinistra La Jornada: "Che ci fa uno come lui con un proverbiale repressore dei poveri e degli emarginati?". Qualcuno ha poi fatto ironia sul fatto che Giuliani si fosse pappato tutto quel ben di Dio per dargli due consigli assolutamente ovvi: pagare di più i poliziotti per evitare che venissero corrotti. Ma poi l'assemblea del Distretto federale ha approvato con 45 voti contro 7 una nuova legge appunto alla Giuliani, che ha sostituito il carcere alle multe in precedenza riservate ai condannati per piccoli reati. E in effetti le altissime cifre dei furti di autovetture e dei borÂseggi sugli autobus si sono un po' ridotte.
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Da quando si è candidato alla presidenÂza Lopez Obrador si è poi dimesso, e al suo posto alla testa del Distretto federale di Città del Messico c'è Marcelo Luis Ebrard Casaubón. Del suo stesso Partito della RiÂvoluzione Democratica (Prd), è quello che ha appena fatto votare una legge sull'aborÂto zapateriana che non consente alcuna obiezione di coscienza. E a Zapatero, poi, lui un po' ci assomiglia perfino fisicamente. Ma evidentemente oltre che nell'antiÂclericalismo lo segue sul Law and Order la sua ultima battaglia è infatti alla Sarkozy, per sgomberare la pletora di ambulanti che intasano le vie dai tempi precolombiaÂni e concentrarli tutti in due grandi merÂcati al coperto.