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ven 30 lug. 2010
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Il prossimo obiettivo? Testamento biologico

• da La Stampa del 18 giugno 2007, pag. 11

di gia.gal.

Dopo il ddl Bindi-Pollastrini, il prossimo bersaglio della «ga­lassia Pezzotta» sarà il testa­mento biologico. Come già per la regolamentazione delle cop­pie di fatto, il fronte cattolico prepara una mobilitazione con­tro il ddl Marino in discussione alla commissione Sanità del Se­nato. «Civiltà Cattolica», la ri­vista dei Gesuiti le cui bozze sono riviste dalla Segreteria di Stato vaticana, ha appena esor­tato associazioni e movimenti a replicare in piazza il «Family day» per il rispetto della sacra­lità della vita. Il ddl Marino at­tribuisce al paziente il diritto di revocare, anche parzialmen­te, il consenso al trattamento sanitario. I punti controversi sono quelli dell'idratazione e della nutrizione di chi che non ha più nessuna possibilità di re­cupero dell'integrità intelletti­va. «Rispetto ai provvedimenti che la politica ha in calendario sul testamento biologico e l'eu­tanasia, andranno messe in campo tutte le iniziative cultu­rali e politiche che si ritengono utili», avverte la voce ufficiosa della Curia. Il braccio destro di Pezzotta per la bioetica, Maria Luisa Di Pietro, denuncia il pe­ricolo di uno stravolgimento della «reale volontà» del pa­ziente: «Ciò che è accanimento terapeutico deve continuare ad essere valutato dal medico all'interno della relazione me­dico-paziente, quindi non ser­ve una legge per definirlo».

 

Lo schema della battaglia sul testamento biologico, se­condo indiscrezioni raccolte nel laicato cattolico, sarà lo stesso dei Dico. Prima organiz­zare una campagna di opinio­ne con slogan forti («No al sui­cidio assistito») affinchè non venga approvata alcuna legge, poi mobilitare la piazza e, se servisse, prepararsi allo scon­tro referendario come per la fecondazione assistita. A traccia­re le linee-guida è un altro «co­lonnello» di Pezzotta, il presi­dente del Movimento per la Vi­ta, Carlo Casini. «Riteniamo non auspicabile l'approvazio­ne di una legge sul testamento biologico - spiega -. Il parere del Comitato nazionale di Bioe­tica che esclude ogni obbligato­rietà nei confronti del medico, rappresenta il limite estremo oltre cui non si può e non si de­ve andare».

 

Alleati nella battaglia, il ca­pofila dei teodem, Enzo Carra («Il ddl Marino è come i Dico: inaccettabile»), la portavoce del «Pamily Day», Eugenia Roccella («Si può discutere su come opporsi, ma di sicuro la proposta del ds Marino non va bene») e il responsabile Welfare dei Dl, Luigi Bobba.



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