Dopo il ddl Bindi-Pollastrini, il prossimo bersaglio della «gaÂlassia Pezzotta» sarà il testaÂmento biologico. Come già per la regolamentazione delle copÂpie di fatto, il fronte cattolico prepara una mobilitazione conÂtro il ddl Marino in discussione alla commissione Sanità del SeÂnato. «Civiltà Cattolica», la riÂvista dei Gesuiti le cui bozze sono riviste dalla Segreteria di Stato vaticana, ha appena esorÂtato associazioni e movimenti a replicare in piazza il «Family day» per il rispetto della sacraÂlità della vita. Il ddl Marino atÂtribuisce al paziente il diritto di revocare, anche parzialmenÂte, il consenso al trattamento sanitario. I punti controversi sono quelli dell'idratazione e della nutrizione di chi che non ha più nessuna possibilità di reÂcupero dell'integrità intellettiÂva. «Rispetto ai provvedimenti che la politica ha in calendario sul testamento biologico e l'euÂtanasia, andranno messe in campo tutte le iniziative cultuÂrali e politiche che si ritengono utili», avverte la voce ufficiosa della Curia. Il braccio destro di Pezzotta per la bioetica, Maria Luisa Di Pietro, denuncia il peÂricolo di uno stravolgimento della «reale volontà » del paÂziente: «Ciò che è accanimento terapeutico deve continuare ad essere valutato dal medico all'interno della relazione meÂdico-paziente, quindi non serÂve una legge per definirlo».
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Lo schema della battaglia sul testamento biologico, seÂcondo indiscrezioni raccolte nel laicato cattolico, sarà lo stesso dei Dico. Prima organizÂzare una campagna di opinioÂne con slogan forti («No al suiÂcidio assistito») affinchè non venga approvata alcuna legge, poi mobilitare la piazza e, se servisse, prepararsi allo sconÂtro referendario come per la fecondazione assistita. A tracciaÂre le linee-guida è un altro «coÂlonnello» di Pezzotta, il presiÂdente del Movimento per la ViÂta, Carlo Casini. «Riteniamo non auspicabile l'approvazioÂne di una legge sul testamento biologico - spiega -. Il parere del Comitato nazionale di BioeÂtica che esclude ogni obbligatoÂrietà nei confronti del medico, rappresenta il limite estremo oltre cui non si può e non si deÂve andare».
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Alleati nella battaglia, il caÂpofila dei teodem, Enzo Carra («Il ddl Marino è come i Dico: inaccettabile»), la portavoce del «Pamily Day», Eugenia Roccella («Si può discutere su come opporsi, ma di sicuro la proposta del ds Marino non va bene») e il responsabile Welfare dei Dl, Luigi Bobba.