Non arrivo a chiedere alcuna censura. Ci mancherebbe. Non è questo è il punto. La questione è completamente un’altra e concerne l’effettivo valore artistico, e non solo, di alcune pseudo provocazioni.
Ritengo che la mostra “La Madonna piange sperma”, che doveva essere allestita nel quartiere San Vitale di Bologna, rappresenti, a partire dal titolo, un atto di intolleranza, violento, vigliacco, meschino come, appunto, è tutto ciò che scaturisce da un atteggiamento preconcetto e volutamente offensivo nei confronti di qualsiasi opinione o credo.
Non si tratta qui di essere o no bigotti. L’accusa, non è neanche il caso di dirlo, non può assolutamente riguardarmi. E’ importante, invece, notare quanto certe posizioni non solo siano antitetiche alla nonviolenza, che si fonda nell’accrescere e non nell’immiserire l’alteritĂ , ma anche al laicismo e all’anticlericalismo.
Laicismo e anticlericalismo sono, infatti, sinonimi di tolleranza ed espressione di rispetto. Si è anticlericali non perché si voglia eliminare i chierici in quanto tali, cosa che sarebbe semplicemente folle e criminale, ma perché non si accetta un uso mistificatore e prevaricatore, quindi improprio, della religione. Al confessionalismo si intende, pertanto, contrapporre un sentimento religioso puro, non istituzionalizzato, non strumentalizzato.
Non basta. Si è laici e anticlericali perchĂ© alla confusione di ruoli e sfere d’azione tra stati e chiese si propone, come alternativa, una salutare distinzione, una separazione cui mai e poi mai si deve derogare per non cadere nell’integralismo che, come si sa, è esattamente l’opposto di integritĂ , anzi ne è negazione.
E, allora, cosa vorrebbe suggerire un titolo stupido come quello dato all’evento bolognese? Niente, completamente niente.
Tra l’altro, non si può non riflettere sulla vigliaccheria insita in una farneticazione che non merita, in fin dei conti, neanche d’essere considerata provocazione. E’ fin troppo comodo e da codardi prendere di mira figure e icone in cui si riconoscono i cattolici. Tutt’al piĂą si può sortire come effetto lo sdegno della Chiesa, un biasimo, una reprimenda che, per quanto dura possa essere, resta tale. Al limite si può arrivare a qualche messa riparatrice. Tutto finisce qui.
Ma cosa accadrebbe se, per pura ipotesi, si venisse non diciamo a toccare ma appena a solleticare la sensibilitĂ degli islamici con l’esposizione di qualche vignetta satirica o la lettura pubblica di pagine dei “Versetti satanici” di Rushdie? Non è difficile immaginarlo.
Cosa accadrebbe se fossero affrontati in modo critico o, comunque, non ortodosso episodi della vita del profeta Maometto?
Cosa si verificherebbe se, ad esempio, lo squallido “Messiah Game”, programmato a Venezia nell’ambito della Biennale, che pretende presuntuosamente di fornire una versione sadomasochista della passione cristiana (come se la crocifissione sia un diletto erotico e non un evento che tutti, imbecilli inclusi, riguarda), anzichĂ© ispirarsi a GesĂą Cristo riguardasse invece le sura coraniche, cioè i centoquattordici capitoli del libro sacro mussulmano?
E, infatti, poichĂ© non solo non occorre essere geni per intuirlo ma lo si sa in anticipo, nessun “eccelso” artista, nessuno dei tromboni che vendono a buon mercato la loro povertĂ creativa si permette, e giustamente (ripetiamo giustamente), di essere irriguardoso con la religione islamica. Il coraggio lo si dimostra, guarda caso, solo con il cristianesimo e con il cattolicesimo. Ma il gioco delle tre carte non vale. E’ inaccettabile. Può andare bene solo per gli impostori e gli imbroglioni ma non per chi ritiene che libertĂ e tolleranza siano costitutive del vivere sociale e debbano fungere da insormontabile baluardo per la difesa dei diritti civili.
E, infine, parliamoci chiaro, possibile che non ci si renda conto che oggi, nell’epoca dell’esteriorizzazione globale e invadente, nella simulacrale societĂ delle immagini acutamente analizzata da pensatori come Baudrillard o Virilio, cercare ad ogni costo la provocazione, così come volersi per forza accreditare come avanguardistici, è indice di ridicolo e becero conformismo?Â